L'indagine era partite nel novembre 2015 per concludersi nel gennaio 2016. Nei mesi di attività investigativa, con i classici di osservazione diretta, sono state documentate oltre 300 cessioni di stupefacente, hashish, cocaina e eroina, ad una clientela variegata: tossicodipendenti, professionisti ma anche numerosi giovanissimi.Il modus operandi era sempre lo stesso: piccole dosi di stupefacente, per scongiurare così l'arresto, confezionato in piccoli involucri termosaldati, pronte per essere inghiottite in caso di arrivo delle forze dell'ordine.
I dieci arrestati erano tutte facce note, già arrestati e condannati ma che erano comunque tornati a spacciare nella stessa piazza.
Sotto la lente d'ingrandimento le gallerie della zona Campo di Marte, Valdarno, Valtiberina e Casentino, che erano diventate un vero e proprio labirinto dello spaccio, all'interno delle quali lo stupefacente veniva comprato e come all'interno di un self-service consumato sul posto.
Le indagini svolte sono state coordinate insieme alla Procura della Repubblica di Arezzo sotto la giuda del sostituto procuratore Andrea Claudiani e Anna Maria Loprete. Alcuni dei pusher identificati sono stati catturati a Siena e Pisa. Coinvolta anche una donna, moglie di uno degli arrestati che risulta indagata.