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In occasione della celebrazione del “202° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri” il Colonnello Luigi Arnaldo Cieri, Comandante Provinciale di Arezzo, ha analizzato dati essenziali dell’attività operativa svolta nell'anno 2015.

Riportiamo il suo discorso.


Signor prefetto, autorità, responsabili provinciali delle forze di polizia, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, carabinieri in servizio e in congedo, personale civile del ministero della difesa, gentilissimi ospiti, desidero rivolgervi, innanzitutto, il mio più vivo e sentito saluto per aver voluto onorare con la vostra presenza, così confermando la vicinanza all'istituzione, la cerimonia di celebrazione del “202° annuale di fondazione dell’arma dei carabinieri” all'interno della caserma intitolata alla memoria dell’appuntato Carmine Della Sala, medaglia d’oro al valor festa carabinierimilitare, che ho il privilegio di presiedere per il secondo anno nel mio incarico di comandante provinciale carabinieri di Arezzo.
E’ trascorso un altro anno in cui l’arma, istituzione che ormai è parte integrante e nutrimento continuo dell’identità e della coscienza nazionale, ha sviluppato un impegno intenso e proficuo a tutela della sicurezza dello stato e della legge, a difesa dei diritti e delle libertà dei cittadini.
E’, infatti, l’arma della gente, che continua a dare il suo contributo alla sicurezza pubblica, avvalendosi di mezzi e procedure all'avanguardia e di un modello organizzativo moderno ed efficiente, in continuo aggionamento. L’arma che, da sempre, pone al centro della sua azione il rapporto fiduciario con la popolazione in virtù della sua storica capillarità; l’arma che, sorretta dall'orgoglio e dalle responsabilità delle sue tradizioni, del suo prestigio, dell’esempio di tanti “eroi con gli alamari”, nel secondo anno del terzo secolo di vita, è solida e al tempo stesso duttile e aperta al cambiamento; l’arma che, fiera della sua storia, fiduciosa nei propri mezzi, ricca dello straordinario patrimonio di valori e umano posseduto, affronta con entusiasmo le sfide dell’attualità del nostro tempo al servizio della gente, sempre animata da quei riferimenti ideali, antichi ma sempre attuali, che alimentano e guidano la nostra azione.
Azione espressa sul territorio con particolare concretezza dalle nostre stazioni, questa sera qui rappresentate dai comandanti e dai carabinieri schierati nel reparto di formazione di fronte a noi. A tutti loro va il mio più sentito e caloroso grazie e il mio incondizionato plauso per la passione e la generosità che profondono nel loro servizio e nel diuturno impegno, anche nelle località più piccole e lontane di questa estesa provincia, ove rappresentano costantemente autentici simboli della vicinanza dello Stato ai cittadini e insostituibile punto di riferimento per quelle comunità.
L’indole degli abitanti di questa laboriosa provincia toscana è estremamente bonaria e tranquilla e la stragrande maggioranza della popolazione del territorio vive onestamente del proprio lavoro, non eccede in manifestazioni che possono ledere i diritti altrui ed è pervasa da una radicata coscienza di legalità.
E’, dunque, necessario improntare costantemente la nostra opera affinché sia sempre garantita ai nostri cittadini la cosiddetta “minima sicurezza”, investendo tale aspetto l’emotività della gente, il loro modo di sentirsi realmente protetti e salvaguardati, la sensazione di poter contare su un’istituzione, l’arma dei carabinieri, che lavora incessantemente ed incisivamente per arginare i fenomeni criminosi, da cui nessun territorio può considerarsi completamente immune.
Pertanto, dobbiamo coltivare sempre più con la cittadinanza un rapporto di reciproca fiducia, che si consolida stando costantemente in mezzo alla gente, con la gente, a fianco della gente, come i carabinieri fanno da oltre 200 anni, assolvendo pienamente alle importanti funzioni istituzionali di tutori delle leggi, garanti delle libertà e della sicurezza di tutti e di ciascuno.
Proprio in quest’ottica si inserisce la recente “campagna di informazione per la sicurezza dei cittadini” portata avanti dal comando provinciale, sempre sostenuto dall'assoluta disponibilità e dalla fervida azione di coordinamento del signor prefetto, dott.ssa Alessandra Guidi, che ringrazio sentitamente, in collaborazione e in sintonia d’intenti con la Camera di Commercio di Arezzo e diretta alla salvaguardia delle fasce più deboli, delle persone anziane in particolare, e dei consumatori, con la pubblicazione di un opuscolo dal titolo“Carabinieri tra la gente. fidati solo di chi conosci. Carabinieri per la gente”, la cui tiratura è stata di 30.000 copie che, grazie alla capillarità delle nostre stazioni è stato distribuito in tutti i comuni e le frazioni della provincia e, con il concreto supporto della curia arcivescovile, anche in numerose parrocchie.
Questa ricorrenza annuale offre tradizionalmente lo spunto per un bilancio dei risultati conseguiti e, in proposito, mi limito a citare solo alcuni dati significativi dell’attività operativa che il comando provinciale ha svolto nell'ultimo anno, in relazione alla quale, nel registrare, con soddisfazione, una flessione del 12% dell’andamento generale della delittuosità, evidenzio che sono state tratte in arresto circa 300 persone (272), denunciate in stato di libertà altre 2.500 circa (2.477), mentre sono stati perseguiti complessivamente quasi 9.000 reati (8.536), pari all’88%festa carabinieri2circa di quelli denunciati a tutti i comandi o uffici di polizia presenti nella provincia.
I bilancio è, dunque, da considerarsi positivo e in sostanziale coerenza con la media nazionale.
Devo aggiungere che, nell'ambito nei diversi settori dell’attività istituzionale per il contrasto delle fenomenologie delittuose, viene svolta specifica azione di monitoraggio e analisi delle presenze sul territorio di soggetti ritenuti di “interesse operativo”, ivi compresi quelli provenienti dalle aree storicamente interessate dal fenomeno mafioso, esportato notoriamente fuori dai contesti territoriali d’origine, al fine di prevenire tentativi di infiltrazione e l’ingerenza nel delicato settore degli appalti pubblici, più esposto al pericolo di infiltrazioni mafiose.
Infine, in questa sede ritengo necessario fare anche un riferimento allo scenario internazionale, connotato dalle tensioni che conosciamo, in cui si affermano nuove e più aggressive forme di estremismo, costituite in particolare dall’avanzata del terrorismo islamista, e al panorama della minaccia sul piano nazionale, segnato dall’attività della criminalità organizzata, con la capacità di infiltrarsi nell’economia legale e nella cosa pubblica avvalendosi di pratiche corruttive degli apparati amministrativi, da contrastare e debellare con lo sforzo univoco di tutte le istituzioni del nostro paese.
I carabinieri del comando provinciale di Arezzo raccolgono queste sfide complesse della modernità e le affrontano con perseverante impegno e determinazione, valorizzando ancor più le straordinarie risorse umane.
E qui mi è gradito rivolgere un apprezzamento ai rappresentanti degli organi di informazione per l’attenzione che dedicano alle attività dell’arma di Arezzo e lo scrupolo con cui seguono e ne diffondono quotidianamente i risultati operativi.
Nel quadro dell’attività operativa, meritano una particolare menzione alcune delle principali operazioni di servizio portate a termine con successo dai carabinieri nella provincia, per le quali procederemo ora, con sentimenti di riconoscenza, a consegnare le attestazioni di merito al personale operante.
Debbo esprimere il mio ringraziamento sincero, per la gentile e professionale collaborazione, alla fondazione guido d’arezzo e ai numerosi componenti “dell’insieme vocale Vox Cordis di Arezzo” che hanno eseguito magistralmente alcuni brani all’inizio ed altri ne eseguiranno, allietando così questa solenne ricorrenza.
E’ doveroso, a questo punto della cerimonia, ricordare i nostri caduti di ogni tempo, che ai valori dell’arma hanno sacrificato le loro vite, punteggiando con il loro fulgido esempio l’ultrabicentenario percorso dell’istituzione: a loro vanno il mio, il nostro commosso, grato e reverente pensiero, ai loro familiari, alle vedove e agli orfani in special modo, la concreta, affettuosa vicinanza. Da quei valori promanano la nostra forza e la nostra autorevolezza e in essi risiede la nostra matrice identitaria che ci ha sempre accompagnati e ci ha fatto guadagnare la stima, l’affetto, l’ammirazione unanimi della gente e il rispetto di tutti.
festa carabinieri 3Saluto affettuosamente e ringrazio ancora di cuore i familiari del compianto brigadiere Amedeo Polverini e, in particolare, la vedova, signora Catia Bianchini, che ha voluto essere qui presente tra noi.
Un saluto caloroso rivolgo ai rappresentanti dell’Associazione nazionale carabinieri qui presenti, che quest’anno raggiunge un traguardo importante:130 anni, nei quali ha svolto, a diretto contatto con le comunità’ locali, funzioni di raccordo nella continuità ideale fra le generazioni di carabinieri che si sono succedute, una proiezione della nostra amata istituzione oltre il tempo. di certo essa è stata ed è custode gelosa di quel patrimonio di valori che voi, cari commilitoni non più in servizio, ci avete tramandato e che noi coltiviamo per poterli a nostra volta trasmettere a coloro che sono in servizio e lo saranno dopo di noi.
La mia particolare gratitudine a comandanti e personale di questa sede che si sono adoperati in questi giorni, con lodevole senso del dovere, generoso e infaticabile impegno, per l’organizzazione di questa cerimonia, rendendone possibile l’ottimale svolgimento: “bravi”.
Mi rivolgo, infine, a voi, ufficiali, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri del comando provinciale di Arezzo: questo altro anno in cui ho avuto l’onore di essere alla guida del comando provinciale carabinieri di Arezzo è stato particolarmente intenso, impegnativo, coinvolgente e al tempo stesso ricco di soddisfazioni indimenticabili.
Ma le mie soddisfazioni sono le soddisfazioni di tutti i carabinieri del comando provinciale, di ogni ruolo e grado e scaturiscono dal vostro lavoro, dalla vostra efficienza, dal vostro senso del dovere e della responsabilità.
Quale vostro comandante sono perfettamente consapevole dei sacrifici che fate quotidianamente per garantire prestazioni sempre all’altezza della situazione, sacrifici che vivono anche le vostre famiglie, i vostri affetti più cari, spesso trascurati o posposti all’esigenza di dare il meglio di voi stessi: anche a loro va il mio pensiero affettuosissimo.
Per tutti è fondamentale la motivazione, che sostiene l’orgoglio e la responsabilità dell’appartenenza, la dedizione, la generosità, il rispetto e la disponibilità verso gli altri. per questo sono irrinunciabili “l’etica e la professionalità del carabiniere”, lavorare con entusiasmo e determinazione a far bene ogni giorno e a procedere con concretezza per corrispondere al meglio alle attese di sicurezza e di sostegno della gente di questa magnifica terra aretina: vi esorto a continuare così, con la massima integrità morale e la serietà d’intenti che vi ha sempre contraddistinto.
Orgoglioso di essere il vostro comandante e certo che questo particolare sentimento mi accompagnerà fino alla fine del mio periodo di comando, a tutti esprimo un saluto caloroso e gli auguri più fervidi per il vostro futuro e quello delle vostre famiglie, con l’auspicio delle migliori fortune al comando provinciale di Arezzo.
Il mio grazie infinito e un abbraccio ideale a tutti.
Viva l’arma dei carabinieri
Viva l’Italia