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E' legge il decreto banche che definisce gli attesi criteri per i rimborsi agli investitori che si sono visti azzerare obbligazioni e azioni delle quattro banche salvate per decreto del novembre 2015, Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife.
Il decreto ha ottenuto il via libera definitivo del Parlamento, dopo l'approvazione della Camera a seguito della fiducia posta dal governo.
Tra l'altro l'approvazione arriva proprio mentre il sistema del credito è sotto i riflettori, dopo l'effetto Brexit. 
Tornando alle 4 banche, viene allungato da quattro a sei mesi il tempo entro il quale gli obbligazionisti potranno presentare l'istanza di erogazione del rimborso dell'80% della cifra perduta. I criteri che consentono l'accesso al rimborso automatico sono un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro o reddito ai fini Irpef inferiore a 35mila euro. In questo senso si intende "redditto complessivo" e non "reddito lordo" come si era detto in precedenza. Per tutt gli altri resta in piedi l'arbitrato. Già critica l'Unione consumatori: "E' inaccettabile costringere a giocare alla roulette russa, scegliendo preventivamente se rinunciare ai suoi diritti, accettando l'80% di quanto ha perso, oppure giocare il terno al lotto dell'arbitrato, sperando di vincere. Un dilemma del prigioniero vergognoso", sostiene il presidente Massimiliano Dona. Insomma un'estate tutt'altro che tranquilla per gli ex obbligazionisti delle 4 banche che nonostante il periodo di vacanze sono sempre in prima linea con i loro striscioni. L'ultima manifestazione era stata proprio ieri di fronte alla Montecitorio in attesa del voto di fiducia.