Firenze si conferma la destinazione 'top' della regione (+5,2% l'area fiorentina e +5,8% il capoluogo). Ad essa è strettamente correlato il risultato di Prato (+4%). Il ritorno degli italiani al mare e quello degli stranieri nell'interno favorisce il buon risultato delle provincie di Grosseto (+4,6%), Livorno (+2.1%) e Massa Carrara (+0,7%). Lucca tiene (-0,1%) nonostante il crollo delle presenze dei russi in Versilia, compensato dalla crescita degli italiani sulla costa e in Garfagnana, oltre che degli stranieri nella collina lucchese. Arezzo e Siena realizzano ottimi risultati grazie ai loro poaesaggi collinari e rurali ed alle città d'arte. Ad Arezzo la crescita effettiva è del 3,7% (anche se una forte diminuzione delle inadempienze nelle registrazioni gonfia il dato fino a 9,8%). Incidono positivamente soprattutto l'aumento degli italiani in Casentino e in Val di Chiana. In provincia di Siena (+4,4%), invece, è la compon ente straniera che cresce di più (+6,7%), in particolare nel Chianti e nei comuni circostanti il capoluogo, che invece resta stazionario.Turisti stranieri
Tra i turisti internazionali, che rappresentano comunque la principale componente, si evidenziano due realtà principali e molto diverse tra loro. Da una parte i ci sono i paesi emergenti, europei ed extraeuropei; dall'altra i 'clienti' storici della Toscana, europei occidentali e statunitensi. I primi viaggiano per lo più organizzati da tour operators, alloggiano in strutture a 4 e 5 stelle e visitano, in particolare se extraeuropei, quasi esclusivamente le città d'arte e i borghi principali della Toscana. I secondi, invece, sono per la maggior parte turisti 'esperienziali', viaggiano auto-organizzandosi e visitano anche le aree meno note dell'interno, frequentano la costa meridionale della regione, soggiornano anche in strutture extra alberghiere e in campeggio (sempre di fascia qualitativa medio/alta).
Chi sale e chi scende
Analizzando le presenze internazionali si nota un aumento dei viaggiatori dall'India (+38%), dall'Argentina (+17,1%), dalla Cina (+25,7% ) ed anche un ritono dei turisti australiani (+2,7%) e del Sud Africa (+24,3%). Tornano anche gli americani (+5,6%) e gli inglesi (+2,9%), oltre a tedeschi (+3,1%), austriaci (+8,2%) e svizzeri (+2%). In crescita anche il dato delle presenze dai paesi dell'Europa orientale (+6,2%) e dal gruppo Portogallo-Italia-Irlanda-Spagna (+ 10%). Vanno invece a diminuire le presenze da Olanda e Belgio (-3,2% dopo il -6,1% del 2014), continua il crollo delle presenze dalla Russia (-37,5%), persiste il declino delle presenze dal Giappone (-13%, dopo il -12,2% tra il 2013 e il 2014), si conferma la, pur contenuta, diminuzione delle presenze dal nord Europa (-0,7% quest'anno dopo il -3,1% del 2014), calo determinato in particolare dai norvegesi (-17,5%) mentre gli svedesi aumentano del 3,8% e i danesi del 6,7%.
Hotel di lusso, ma anche agriturismi e affittacamere
L'analisi della domanda in termini di tipologie ricettive conferma il gradimento, in particolare da parte dei turisti internazionali extraeuropei, delle strutture alberghiere di fascia alta. Nel 2015 gli hotel a cinque stelle hanno registrato l'11,8% di presenze in più e i quattro stelle il 5,1%. Parallelamente si conferma il declino delle tipologie alberghiere di livello inferiore, mentre tengono le strutture di categoria intermedia (+1,2% gli RTA e +1,4% i tre stelle), un dato aiutato dal ritorno al mare e in montagna degli italiani e dei toscani in particolare. Molto buoni anche i risultati delle strutture agrituristiche (+4,4%) sostenute dall'aumento dei turisti esperienziali. Il dato per loro è migliore vicino alle città d'arte (+8,3%) ma anche in campagna (+4,2%). Infine la categoria 'Altre strutture', che rappresenta principlamente gli affittacamere, cresce ma in modo più moderato (+2,3% nel complesso, +5,6% in città).