Il sindaco Alessandro Ghinelli: “questo risultato è uno dei più importanti che l'amministrazione ha conseguito nel primo anno di mandato nell’ambito del sociale. Viene da un impegno preso in campagna elettorale sul quale mi sono messo a lavorare anche prima della nomina della Giunta. Infatti, ricordo che a pochi giorni dal mio insediamento rilasciai una dichiarazione: nelle politiche sociali riteniamo di premiare innanzitutto gli aretini. Il concetto di residenzialità, declinato nei 5 anni che abbiamo individuato, ci pare un parametro di ragionevolezza e anche di equità: parliamo infatti di un limite di modesta entità in un mondo come l'attuale caratterizzato da una diffusa mobilità delle persone tra una città e l'altra. Fra sei mesi tireremo il bilancio di questa impostazione: contiamo di avere un riscontro positivo”.La voce di bilancio di riferimento è: Contributi a persone in stato di disagio economico. “È da tale voce – prosegue Lucia Tanti – che ricaviamo i contributi da destinare ai residenti da almeno 5 anni. Questi potranno usufruire sia di un sistema di voucher, novità assoluta per il Comune di Arezzo, sia di contributi per le spese non coperte da voucher. Gli acquisti vengono generalmente voucherizzati: il soggetto riceverà, previa valutazione dell’assistente sociale, un pacchetto di 25 buoni che potranno essere spesi per libri, abiti, prodotti farmaceutici, alimenti primari e pulizia della casa. Si tratta di buoni nominali, spendibili in esercizi convenzionati e non possono essere scambiati con denaro. L’assistente sociale potrà erogarne, a seconda del bisogno, anche più pacchetti oppure predisporre un piano temporale di erogazione. Il fatto che non possano essere scambiati con denaro comporta un controllo maggiore della spesa dei soggetti beneficiari, i quali a loro volta, con il pacchetto di voucher, non saranno costretti a recarsi ogni volta presso i servizi sociali comunali, una situazione oggettivamente mortificante che creava un rapporto sbagliato tra chi dava e chi riceveva.
Inoltre, come sopra accennato, possono essere riscontrate spese che non sono coperte dai voucher stessi. La voce suddetta di bilancio, Contributi a persone in stato di disagio economico, si ‘spacchetta’ dunque in un’ulteriore direzione con contributi il cui effettivo bisogno sarà valutato sempre dall’assistente sociale.
E non dimentichiamo che è già partita da un anno un’analisi a tappeto sui beneficiari ‘storici’ di contributi sociali. Contiamo di arrivare presto a una banca dati che ci dica concretamente quanto il singolo soggetto ha avuto negli anni, se oggi la sua situazione è rimasta immutata o se il contributo può essere rivisto. Insomma, il nostro intento è razionalizzare il sistema ed evitare che anche in un ambito delicato, da cui dipende la dignità e la vita delle persone in difficoltà, si annidino i furbetti a scapito di troppe persone dignitose e spesso silenziose”.