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Si continuano a cercare nuovi elementi che possano aiutare gli inquirenti a chiarire i contorni del giallo di Catia Dell'Omarino. I carabinieri sono infatti tornati per un nuovo sopralluogo sulla scena dell'omicidio, dietro al “ponte del diavolo”, dove martedì 12 luglio la 40enne è stata ritrovata senza vita e con la testa fracassata sul greto del torrente Afra, alla porte di Sansepolcro.
Un nuovo blitz dunque dei militari, alla ricerca di nuovi elementi, questa volta avvalendosi dell'utilizzo di un metal-detector, strumento in grado di intercettare eventuali presenze di metalli. Le ricerche sono proseguite per tutta la mattinata di mercoledì, dai terreni limitrofi al bordo strada, proseguendo anche lungo la direttrice che porta verso la località Montagna. Ancora manca all'appello l'arma del delitto, il movente e soprattutto il nome l'omicida. Alcuni reperti sarebbero stati trovati, stando alle prime indiscrezioni, ma nulla di indicativo.
A supporto dei carabinieri della tenenza di Sansepolcro tre operai comunali che hanno ripulito la fitta vegetazione dove è stato ritrovato il cadavere delle donna. Le ricerche potrebbero riprendere nei prossimi giorni ed non è escluso l’arrivo anche di corpi speciali dei militari per verificare la presenza di strani oggetti sul letto del fiume.
Il lavoro degli inquirenti intanto prosegue senza sosta, sotto la lente d'ingrandimento le frequentazioni della donna, le sua amicizie, i tabulati telefonici ed i contatti telefonici, tutto nel tentativo di chiarire i contorni di questa vicenda ancora in cerca di risposte.