Parliamo del quartiere popolare che accoglie 98 famiglie aretine, solo 6 delle quali proprietarie e 93 in affitto, che dal 13 luglio scorso sono tornate a sperare che il tetto in amianto sopra le loro teste venga finalmente rimosso. A riaccendere i riflettori sull'annosa questione c'ha pensato madre natura. In seguito alla tempesta che si è abbattuta su Arezzo, le lastre in amianto del tetto che si estende per 2.100 metri quadrati, trattate secondo la legislazione vigente in modo che non fossero dannose, sono state danneggiate e quindi l'amianto si è rotto. Alcune famiglie, per libera scelta, dormono altrove. Quelle in particolare che alloggiando all'ultimo piano, si sono ritrovate letteralmente sotto al buco, anzi ai buchi, provocati dai comignoli caduti sulle lastre. Tutti gli altri sono ovviamente molto preoccupati, ma più che altro si chiedono se, una volta terminati i lavori di ripristino del tetto iniziati ieri Arezzo, via Malpighi. Iniziati i lavori di rimozione dell'amianto danneggiato, tutto tornerà nel dimenticatoio oppure no.
Arezzo Casa S.p.a., presieduta da Gilberto Dindalini, ha pubblicato sul sito dell'azienda una sorta di "cronostoria" del condominio di via Malpighi consultabile a questo link http://www.arezzocasa.net/precisazioni-a-proposito-del-problema-amianto-via-malphighi/,
ma quello che vorrebbero i residenti è la parola "fine" da parte di tutti gli enti che se ne stanno occupando. Arezzo Casa, Comune, Asl. Le assemblee condominiali termineranno a fine settimana, i condomini le stanno organizzando scala per scala, al termine di esse la richiesta potrebbe essere prorio quella di avere un confronto pubblico con tutti gli enti e capire una volta per tutte se e come il tetto verrà rimosso definitivamente.