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Sono vite vissute con intensità, sconvolte dalla guerra, messe a dura prova della malattia, stravolte dall'incontro con le droghe. Ma sono anche vite ricche di emozioni: gioia, paura, speranza nel futuro. Sono vite che raccontano oltre un secolo di storia quelle scritte negli otto diari finalisti del 32esimo Premio Pieve Saverio Tutino, promosso dall'Archivio diaristico nazionale, che si terrà a Pieve Santo Stefano dal 16 al 18 settembre.
Pagina dopo pagina nei diari, negli epistolari e nelle memorie selezionati dalla giuria popolare tra 100 testi in concorso si leggono non solo vicende personali ma anche vicende collettive che hanno segnato la storia del nostro paese.





LE STORIE

Le otto storie arrivano da tutta Italia. Dalla più antica, datata 1899, alla più recente, ancora non conclusa e in via di quotidiano aggiornamento: ripercorrono l'intero Novecento. Raccontano il secolo breve nella sua essenza, attraverso sentimenti ed emozioni, ma anche con lucide – a volte ironiche – analisi della società contemporanea.
C'è la storia di Chandra, giovane “furia” che si salva dalla dipendenza dalle droghe grazie ad una ricerca di se stessa e grazie anche all'arrivo di un figlio. C'è quella di Cinzia, una mamma che negli anni Novanta si trova ad affrontare la più drammatica delle situazioni: la malattia e la morte di una figlia piccola. E poi c'è la vita votata all'arte di Fausto, pittore talentuoso che racconta il proprio mondo in un diario in cui la realtà è vista da una prospettiva artistica.
Ci sono anche storie d'amore, come quella raccontata nelle lettere che si scambiavano Camillo e Ada, incuranti di un'Italia e un'Europa stravolte dalla seconda guerra mondiale, e in quelle che, negli anni Venti, si inviavano in un intenso carteggio Giulio ed Emma. Lui era un operaio metallurgico, lei una sarta, amavano entrambi studiare, leggere e avevano una precisa visione, anche politica, della società degli anni Venti. Nel loro breve epistolario c'è parte di una storia che poi andrà avanti nonostante l'arresto di Giulio per cospirazione politica (che lo porterà al confino alle Tremiti). Dopo la Guerra, il riscatto: Giulio diventerà deputato della Repubblica per il Partito Comunista.
Poi c'è il salto nel buio rappresentato da un avventuroso viaggio nel cuore dell'Africa all'inizio del Novecento di Giulio Cesare, medico 23enne ingaggiato in Congo nelle fila della milizia coloniale belga. Il giovane partì nel 1899, lo stesso anno nel quale iniziò la pubblicazione di Cuore di Tenebra di Conrad.
Mentre a ricordarci cosa è stata la guerra c'è la storia di Ivano, cresciuto negli anni del regime fascista in una famiglia di comunisti pronti a sacrificare i propri ideali per crescerlo in sintonia con quella che era la società del tempo. Ivano abbraccerà i dettami del regime e solo dopo il conflitto mondiale, una volta adulto, prenderà la sua strada che lo porterà a sua volta ad aderire al PCI.
Ci sono quindi le riflessioni ironiche, pungenti e a volte amare, di un Marcello, italiano che vive in Spagna e che guarda da lontano l'attuale realtà italiana.


SCHEDA TECNICA

La Commissione di Lettura - La commissione di lettura del Premio ha selezionato gli otto testi finalisti tra gli oltre cento che sono giunti all’Archivio diaristico nazionale nel corso dell’ultimo anno. Fanno parte della commissione: Luisalba Brizzi, Rosalba Brizzi, Natalia Cangi (presidente), Ivana Del Siena, Patrizia Dindelli, Laura Casucci, Elisabetta Gaburri Gabriella Giannini, Adriana Gigli, Valeria Landucci, Riccardo Pieracci, Carlo Zanelli

La Giuria Nazionale - Il vincitore sarà decretato il prossimo 18 settembre dalla Giuria Nazionale composta da: Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Pietro Clemente, Gabriella D’Ina, Beppe Del Colle, Vittorio Dini, Patrizia Gabrielli, Paola Gallo, Antonio Gibelli, Lisa Ginzburg, Roberta Marchetti, Melania G. Mazzucco, Annalena Monetti, Maria Rita Parsi, Sara Ragusa, Stefano Pivato, Nicola Tranfaglia

Gli otto finalisti

Marcello Caprarella – Sotoverde

Ivano Cipriani – Balilla Blues

Camillo Forghieri e Ada Tonelli – Camillo e Ada

Chandra Ganapati – Furia Chandra

Cinzia Pinotti – Vera

Giulio Cesare Scatolari – Millenovecento Africa

Gioia Turchi – Tre e settantaquattro

Fausto Vagnetti – Chiaroscuro

Lista d’Onore (Stilata dai componenti della commissione di lettura del Premio, che esprimono così il desiderio di conoscere alcuni autori dei testi che non sono giunti alla fase finale)

Serafino Campori scelto da Ivana Del Siena

Isidoro Danza scelto da Rosalba Brizzi e Adriana Gigli

Giuliano Dondi scelto da Gabriella Giannini

Antonio Livorno scelto da Natalia Cangi

Marcello Mugnaini scelto da Luisalba Brizzi e Laura Casucci

Sergio Neppi scelto da Elisabetta Gaburri e Riccardo Pieracci