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Blitz della direzione distrettuale antimafia alla discarica di Podere Rota, a Terranuova Bracciolini. Nella mattinata di martedì uomini della Dia, carabinieri, guardia di finanza e funzionari dell'ispettorato del lavoro sono entrati nella discarica per acquisire la documentazione riguardante gli appalti. Un accesso voluto della Prefettura di Arezzo, volto a verificare se ci siano state o meno infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, in particolare della n'drangheta calabrese, nell'appalto dell'ottobre 2015, riguardante l'ampliamento del sito di Terranuova Braciolini.
La gara era stata vinta da una ditta di Matera, poi ritiratasi. Era così subentrata un'altra ditta, la Italcostruzioni di Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Tra i soci della ditta calabrese ci sarebbe il figlio di un personaggio noto all'antimafia, condannato per associazione mafiosa a nove anni nel gennaio scorso.
Intanto il Csa Impianti, società che gestisce la discarica, ha dichiarato di essersi messo a disposizione degli investigatori, chiedendo che venga fatta al più presto chiarezza.