Spacciavano droga fuori da scuola: tra i pusher anche un profugo VIDEO
L’operazione, denominata “Gangia”, ha avuto inizio nel mese di marzo 2016 a Sansepolcro. Alcuni minori erano stati controllati dai militari biturgensi e trovati in possesso di svariati grammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”.
Le immediate indagini avevano condotto all’identificazione di uno spacciatore, M.A. cl. 96 di Arezzo, meglio conosciuto con lo pseudonimo “Dio” che veniva tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di grammi 50 di marijuana.
Le successive indagini tecniche avviate dall’Arma di Sansepolcro, facevano emergere una massiccia e prolungata attività di spaccio posta in essere dallo stesso M.A., con il concorso di L.I. 20enne di Bibbiena e D.G. 20nne di Castiglion Fiorentino , davanti alle scuole superiori di Arezzo, l’Autostazione, il Parcheggio Cadorna, il Parco Giotto e al “Prato”.
I loro clienti erano tutti minori e studenti provenienti dalla provincia aretina per i quali erano diventati punto di riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti
Il successivo sviluppo delle indagini aveva portato all’identificazione del cittadino gabonese C.A. 37enne, alias “Lampa”, profugo in attesa di riconoscimento dello “status” di asilo politico , indicato nelle attività tecniche da M.A. , quale suo pusher.
Anche nei suoi confronti era stata svolta adeguata indagine tecnica, che aveva consentito di acquisire prove circa un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti quali hashish e marijuana, esercitata prevalentemente nei confronti di minori che adescava dinanzi alle scuole superiori di Arezzo, nel Parco del Pionta e presso l’Autostazione.
A maggio, i militari biturgensi, procedevano al fermo di C.A. quale indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, aggravato dalla continuazione e dalla minore età dei soggetti destinatari delle cessioni.
Oggi Carabinieri della Tenenza di Sansepolcro hanno eseguito le ordinanze di misura cautelare emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Arezzo, dott. Piergiorgio Ponticelli, che, condividendo appieno le risultanze investigative dell’Arma e le richieste avanzate dal S. Procuratore della Repubblica in sede, dott.ssa Alessandra Falcone, ha disposto la custodia in carcere per C.A., agli arresti domiciliari per M.A. e L.I., e l’obbligo di dimora per D.G..
Al cittadino gabonese C.A. l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata presso la Casa Circondariale di Firenze Sollicciano ove è ancora ristretto per i fatti di maggio.