Pratovecchio Stia: “Lungo l’Arno”, paesaggi, storia e culture nel libro di Saida Grifoni
Il testo racconta la plurimillenaria intensa utilizzazione degli spazi e delle acque dell’Arno da parte di uomini e donne che lo hanno volutamente scelto per insediarsi, nonostante i rischi derivanti dal suo regime irregolare di fiume-torrente. Quasi ovunque toponimi e manufatti raccontano ciò che l’Arno è sempre stato per la Toscana: via di valico e collegamento fra regioni, vettore di trasporto commerciale e civile, occasione per sviluppare l'agricoltura e molte altre attività economiche (non solo legate alla trasformazione delle sue risorse), ma anche luogo di ispirazione e contemplazione religiosa e culturale, di festa, sport, svago e divertimento. Oggi, qua e là, dove le vie di libero accesso e la creazione di parchi attrezzati e di aree naturali protette lo consentono, il fiume è tornato a essere cornice per tempo libero, sport, divertimento e socializzazione. Dopo decenni di disinteresse ed estraneazione, l’importante scommessa che le pubbliche istituzioni stanno ora giocando è quella di restituire il territorio all'Arno e l'Arno al territorio Il principio da perseguire è che la sostenibilità delle scelte nel pianificare e nel progettare riguarda non solo l’ambiente fisico, ma anche l’ambiente sociale.