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Licenziato anche se il suo nome non risulta nel registro degli indagati per la scomparsa dell'oro dal portavalori.

Il collega di Antonio Di Stazio, il vigilante che l’11 luglio era sparito con verghe d’oro e argento per un valore di 4 milioni di euro e oggi accusato di furto aggravato, e' stato licenziato dopo essere stato sospeso dalla Securpol, si trova ora senza lavoro. “Una decisione presa dall’ufficio sicurezza – fanno sapere dall’azienda – e motivata da incongruenze nel racconto della giornata del furto”. Una scelta fatta “a malincuore ma inevitabile” dicono dalla sede aretina di Securpol.

Immediata la contestazione da parte dell’avvocato dell’uomo, Anna Miele, che ha annunciato di impugnare la decisione ricorrendo al giudice del lavoro. Peraltro il suo assistito è persona offesa nel procedimento che ha portato all’arresto di Di Stazio.

Tra le contestazioni mosse da Securpol ci sarebbe una sosta ad un bar di Badia al Pino (quattro minuti di stop per un caffè) fatta da Di Stazio e dall’altro vigilante prima che l’oro fosse caricato.

Di Stazio nel frattempo resta nel carcere di San Benedetto in attesa del Riesame. Su di lui si concentrano le indagini dei Carabinieri che stanno cercando di capire dopo possano essere finiti quei 4 milioni di euro.