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Vertice in procura ad Arezzo. Al centro dell'incontro il caso di Katia Dell'Omarino, la 41enne biturgense ritrovata senza vita e con la testa fracassata lo scorso 12 luglio sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro. Al tavolo, davanti al pm Julia Maggiore, i militari del Nucleo Investigativo di Arezzo ed i carabinieri della Tenenza di Sansepolcro. Un incontro dunque per fare il punto della situazione sul frangente investigativo, le indagini sono infatti proseguite senza sosta in questa calda estate, ma rimane ancora senza volto e senza nome l'assassino della 41enne. Sotto la lente d'ingrandimento tabulati telefonici, contatti della donna e soprattutto le ultime ore di vita della giovane che potrebbero fornire qualche elemento in più agli inquirenti. Ma si continua a cercare l'assassino anche attraverso la pista del dna, l'omicida infatti avrebbe lasciato la propria firma indelebile sul corpo della donna. Dal materiale genetico rinvenuto sul cadavere della 41enne è stato possibile isolare il dna di "Ignoto 1", quello che potrebbe essere il profilo genetico dell'assassino. Le prime comparazioni hanno dato esito negativo, circa una trentina, ma gli esami del dna proseguiranno indubbiamente con nuovi confronti. Nella caserma dei carabinieri della tenenza di Sansepolcro ad oggi sono sfilate oltre 300 persone.