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Insieme Possiamo interviene sul problema casa: "Sarebbe riduttivo se la vicende del tetto in amianto delle case popolari di via Malpighi si chiudesse,(ci auguriamo positivamente) senza una riflessione sulla politica della casa. Tutti i provvedimenti per il rilancio dell’economia (80 euro, abolizione dell’IMU, sgravi contributivi, riforma del lavoro con abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori) hanno portato il paese a crescita zero consolidando l’ultimo posto all’interno dell’Unione Europea. Con l’aumento della povertà aumenta anche il bisogno di case come bene primario, in un Paese nel quale migliaia sono le case inutilizzate, sia di proprietà pubblica che privata le case popolari sono poche e spesso in situazioni di degrado. Per questo chiediamo ai comuni della nostra provincia di avviare un censimento sia dei bisogni, sia delle abitazioni inutilizzate, pubbliche e private.  Gli immobili pubblici non utilizzati o dati a basso affitto a big della politica, devono essere resi disponibili. Sulle abitazioni private non abitate occorre avviare una riflessione, senza partire dalle requisizioni(da non escludere in casi eclatanti) è un fatto che molte di queste rappresentano un peso per gli stessi proprietari i quali, con garanzie pubbliche, potrebbero essere interessati a cederle a costi limitati. casaTerzo aspetto, di piccolo impatto ma eticamente rilevante, è il caso di perdita dei requisiti da parte di un assegnatario. In questo caso occorre applicare le norme che prevedono di rendere disponibile l’immobile per chi ne ha reale bisogno. L’Assessore Regionale Vincenzo Ceccarelli assicura che saranno stanziati 100 milioni di euro per nuove costruzioni (una parte dei 180 stornati dalla casa a favore dei trasporti solo nel 2012) e 5,9 per le ristrutturazioni. La sola messa in sicurezza del tetto in amianto di via Malpighi assorbirebbe quasi tutto l’importo che potrebbe essere attribuito alla nostra provincia.
Ma l’amianto attorno a casa e adiacente ad una scuola è solo un problema relativo alla casa o riguarda anche la sanità? L’unica politica della casa che unisce centro destra e centro sinistra è l’introduzione di regole tendenti ad escludere dalle graduatorie per le case popolari quanti più richiedenti possibile. L’amministrazione di centro destra del comune di Arezzo si vanta di aver ridotto al solo 30% il numero degli extracomunitari presenti nella recente graduatoria provvisoria degli aspiranti assegnatari degli alloggi ERP. Non dice che l’ha fatto applicando alla lettera un regolamento approvato da una amministrazione di centro sinistra, la Regione Toscana. Infatti di 524 domande ne sono state escluse 217, cioè oltre il 41%. Le statistiche ci dicono che, negli ultimi anni nella nostra provincia hanno trovano risposta solo il 14% delle domande. Forse aumentando le esclusioni si fa aumentare la percentuale delle accolte, ma il loro numero, al momento sconosciuto, resterà esiguo. Il problema vero, quindi, è costruire una seria politica della casa dotata di adeguati finanziamenti.Su questo vanno valutate le forze politiche anche locali; non su disaccordi (o accordi) sulle presidenze.