Terzo aspetto, di piccolo impatto ma eticamente rilevante, è il caso di perdita dei requisiti da parte di un assegnatario. In questo caso occorre applicare le norme che prevedono di rendere disponibile l’immobile per chi ne ha reale bisogno. L’Assessore Regionale Vincenzo Ceccarelli assicura che saranno stanziati 100 milioni di euro per nuove costruzioni (una parte dei 180 stornati dalla casa a favore dei trasporti solo nel 2012) e 5,9 per le ristrutturazioni. La sola messa in sicurezza del tetto in amianto di via Malpighi assorbirebbe quasi tutto l’importo che potrebbe essere attribuito alla nostra provincia.Ma l’amianto attorno a casa e adiacente ad una scuola è solo un problema relativo alla casa o riguarda anche la sanità? L’unica politica della casa che unisce centro destra e centro sinistra è l’introduzione di regole tendenti ad escludere dalle graduatorie per le case popolari quanti più richiedenti possibile. L’amministrazione di centro destra del comune di Arezzo si vanta di aver ridotto al solo 30% il numero degli extracomunitari presenti nella recente graduatoria provvisoria degli aspiranti assegnatari degli alloggi ERP. Non dice che l’ha fatto applicando alla lettera un regolamento approvato da una amministrazione di centro sinistra, la Regione Toscana. Infatti di 524 domande ne sono state escluse 217, cioè oltre il 41%. Le statistiche ci dicono che, negli ultimi anni nella nostra provincia hanno trovano risposta solo il 14% delle domande. Forse aumentando le esclusioni si fa aumentare la percentuale delle accolte, ma il loro numero, al momento sconosciuto, resterà esiguo. Il problema vero, quindi, è costruire una seria politica della casa dotata di adeguati finanziamenti.Su questo vanno valutate le forze politiche anche locali; non su disaccordi (o accordi) sulle presidenze.