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Si fa sempre più' stretto il cerchio attorno all'assassino di Katia Dell'Omarino, la 41enne biturgense ritrovata senza vita sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro, lo scorso 12 luglio. L'omicida potrebbe avere le ore contate, il lavoro dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Arezzo e dei militari della Tenenza di Sansepolcro potrebbe infatti essere di fronte ad una svolta. Tra gli “attenzionati” una decina di uomini, tutti sulla cinquantina e residenti nel Biturgense. Adesso potrebbe essere proprio l'esame del dna, la prova regina, a confermare le ipotesi degli inquirenti. Le comparazioni dei campioni genetici prelevati a più di cento uomini con il dna di “Ignoto 1”, isolato dalle tracce biologiche rinvenute sul cadavere della donna, fino ad oggi hanno sempre dato esito negativo, ma sono attese per i prossimi giorni le risultanze di ulteriori confronti. Stando alle indiscrezioni trapelate sembra che dietro ai corredi genetici al momento analizzati nei laboratori dell'Università di Pisa potrebbero celarsi i volti degli uomini ritenuti dagli inquirenti maggiormente interessanti.

Al vaglio degli inquirenti anche un'ulteriore ipotesi. L'omicida di Katia, che nella notte tra l'11 ed il 12 luglio prima l'avrebbe picchiata brutalmente e poi uccisa con alcuni violenti colpi alla testa, potrebbe essere stato coperto da qualcuno, come un amico od un conoscente.