Arezzo, crisi e malaffare: Movimento 5 stelle venerdi in piazza S.Jacopo
Le Regioni Rosse sono il simbolo più evidente del fallimento politico del Pd. Trivellopoli in Basilicata, gli scandali nella sanità e le inchieste sui vertici politici in Umbria, le coop rosse in Emilia Romagna che soffocano la libertà economica delle imprese. In Toscana, il fallimento è ancor più evidente, dallo scandalo di Banca Etruria a quello dei GAL, i gruppi di azione locale che gestiscono i contributi finanziari erogati dall'Unione europea sui quali è intervenuto anche il M5S Europa.
Nel report del 2014 circa la presenza della criminalità nella provincia di Arezzo, la Fondazione Caponnetto non usa mezzi termini: “Nel capitolo dedicato ai rifiuti, Arezzo è stata al centro dei primi accordi sullo smaltimento illecito dei rifiuti tossici (...) Dalle ultime rivelazioni dei pentiti e dalle carte desecretate possiamo affermare che, probabilmente, l'ecomafia è nata ad Arezzo...”
A Scandicci, San Miniato e Livorno sono circa 320 le famiglie rimaste senza una casa e senza i fondi anticipati per costruirla, a causa dello scandalo fallimenti di cooperative edilizie. Il MoVimento 5 Stelle regionale ha acceso un faro sulla questione attraverso una mozione di indirizzo, seguita a livello comunale dai consiglieri M5S dei tre centri toscani citati. Ad Arezzo, i soci della cooperativa Perla hanno avuto il coraggio di denunciare il presidente il quale li ha "avvisati" che non avrebbero avuto le case (già interamente pagate) se non avessero versato ulteriori 35 mila euro ad alloggio non riferibili al costo della casa. Nonostante i giudici abbiano sancito che questa somma non doveva essere versata per avere la casa, gli ex soci si trovano oggi ad occupare le abitazioni in cui vivono da dieci anni, in modo abusivo. Ed è così che il Ministero dello Sviluppo Economico avvierà la messa all'asta degli immobili, se gli ex soci non avranno la disponibilità economica per ricomprarli.
Oggi, le banche, spinte dalla crisi economica, tendono ad essere severe nel tentativo di recuperare e soprattutto ridurre le posizioni creditorie, perciò accelerano le pratiche di recupero dei crediti, pratiche che nel maggioranza dei casi spingono le imprese, le famiglie, i clienti sulla bancarotta senza alcuna pietà. Questo comportamento rende il cittadino una facile preda della criminalità, la quale può così approfittare dei beni e/o delle imprese inserendosi nel possesso, potendo sfruttare varie forme spesso ammantate di legalità e con azioni persecutorie. Questo sistema strisciante fa sì che il territorio scivoli sempre più in mano di organizzazioni criminali e che l'economia sia utilizzata per operazioni corruttive ed illegali. Molte imprese una volta finite nelle mani della criminalità sfruttano la propria incensurabilità per compiere ulteriori e più gravi reati come nel caso dell'edilizia o dei rifiuti, ma anche in mercati particolarmente lucrosi, ricchi di contante o metalli preziosi. Anche il decreto Salva Banche, azzerando i risparmi di famiglie e imprese, ha allargato la possibilità di scelta o di pressione di queste organizzazioni che non esitano ad approfittare delle disgrazie dei cittadini.
L’incontro è aperto, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, intervenire ed informarsi con i portavoce M5S per parlare del ruolo di Arezzo, tra crisi economica e malaffare.