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E' rimasto nuovamente in silenzio davanti al gip Piter Polverini, il 24enne di San Giustino Umbro arrestato lo scorso venerdì con l'accusa di aver ucciso Katia Dell'Omarino nella notte tra l'11 ed il 12 luglio e di averne abbandonato il corpo sul greto del torrente Afra. Il giovane, nel giorno dell'interrogatorio di garanzia in carcere, si è infatti avvalso della facolta di non rispondere, proseguendo così nella linea difensiva del primo interrogatorio, quello di venerdì scorso.
Alla casa circondariale di Arezzo oltre al gip Anna Maria Loprete e ai legali del 24enne, Roberta Blasi e Mario Cherubini, anche il pm Julia Maggiore, che assieme ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Arezzo ed i militari della tenenza di Sansepolcro aveva raccolto i pesanti indizi di colpevolezza che hanno poi portato all'arresto del 24enne.

E' molto provato e confuso, non se la sente di parlare” hanno detto gli avvocati Roberta Blasi e Mario Cherubini all'uscita dal carcere aretino di San Benedetto questa mattina. I legali del giovane si sono poi intrattenuti una quarantina di minuti con il loro assistito, per delineare la linea difensiva. 
Il 24enne è detenuto nel carcere aretino di San Benedetto dallo scorso 16 settembre, con l'accusa di omicidio volontario. Nel giorno dell'arresto sarebbe stato proprio Piter Polverini ad accompagnare i carabinieri nel luogo dove era stata abbandonata l'arma del delitto, un martello, con il quale si sarebbe accanito sul corpo di Katia e a rilasciare anche alcune dichiarazioni sulla drammatica vicenda, prima di trincerarsi dietro all'assoluto silenzio.