Omicidio Katia. Piter resta in silenzio davanti al gip, i legali: "è provato" VIDEO
Alla casa circondariale di Arezzo oltre al gip Anna Maria Loprete e ai legali del 24enne, Roberta Blasi e Mario Cherubini, anche il pm Julia Maggiore, che assieme ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Arezzo ed i militari della tenenza di Sansepolcro aveva raccolto i pesanti indizi di colpevolezza che hanno poi portato all'arresto del 24enne.
“E' molto provato e confuso, non se la sente di parlare” hanno detto gli avvocati Roberta Blasi e Mario Cherubini all'uscita dal carcere aretino di San Benedetto questa mattina. I legali del giovane si sono poi intrattenuti una quarantina di minuti con il loro assistito, per delineare la linea difensiva.
Il 24enne è detenuto nel carcere aretino di San Benedetto dallo scorso 16 settembre, con l'accusa di omicidio volontario. Nel giorno dell'arresto sarebbe stato proprio Piter Polverini ad accompagnare i carabinieri nel luogo dove era stata abbandonata l'arma del delitto, un martello, con il quale si sarebbe accanito sul corpo di Katia e a rilasciare anche alcune dichiarazioni sulla drammatica vicenda, prima di trincerarsi dietro all'assoluto silenzio.