Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Ancora nessuna schiarita in vista per la cessione delle 4 good bank nate dalle ceneri di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara. I tre istituti italiani potenzialmente interessati (Ubi, Bper e Popolare Bari) sono ancora lontani da formalizzare un’offerta concreta visto che il nodo dei crediti inesigibili, che dovranno ereditare e frutto dell’attività di questi mesi, deve essere ancora sciolto. E così, secondo quanto riferiscono diverse fonti, Ubi non dovrebbe affrontare il tema nel consiglio di gestione previsto per domani, martedì.
La Popolare di Bari dal canto suo è ancora impegnata nella due diligence della Carichieti a cui è interessata mentre sullo sfondo rimane la Bper il cui cda ha mostrato solo un limitato interesse per Etruria ponendo però diverse condizioni e paletti. Tutti gli istituti infatti sarebbero preoccupati dei costi futuri sia per ripianare i crediti accumulati dalle 4 banche da novembre 2015 (quando tutti gli npl pregressi sono stati passati alla Rav) sia per quelli che sorgerebbero dalle posizioni incagliate anche perchè la prolungata cessione ha avuto degli inevitabili contraccolpi sull’attività sebbene la situazione si sia un poco normalizzata nelle ultime settimane.
C’è da considerare poi i costi per la gestione degli esuberi, del taglio delle filiali, delle modifiche tecnologiche e di integrazione nei nuovi gruppi. Insomma il prezzo delle offerte dovrebbe tenere conto degli esborsi futuri, con il rischio così di ridurre virtualmente a zero il valore dell’operazione. Le discussioni quindi fra i diversi soggetti in campo e le autorità di vigilanza continuano per trovare soluzioni compatibili anche con le norme Ue e le richieste della vigilanza Bce sugli indici di capitale.