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Sotto la lente d'ingrandimento della genetista Isabella Spinetti, dell'università di Pisa, le tracce di sangue sul martello e sullo straccio, fatti ritrovare la mattina dell'arresto da Piter Polverini, il 24enne accusato dell'omicidio di Katia Dell'Omarino, la 41enne ritrovata senza vita e con la testa fracassata sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro, il 12 luglio. Si tratta di un accertamento tecnico irripetibile, disposto dal pm Julia Maggiore. Il sangue rinvenuto sugli oggetti sarà a disposizione della genetista da lunedì prossimo, 26 settembre, e sara comparato con quello della vittima. Altri accertamenti riguarderanno anche l'automobile, un suv Nissan blu, di proprietà del padre del 24enne, sulla quale avrebbero viaggiato Piter e Katia la notte dell'efferato omicidio. Proprio all'interno della vettura si sarebbe accesa una lite per motivi di denaro.
Il giovane di San Giustino Umbro si trova detenuto nel carcere aretino di San Benedetto dallo scorso 16 settembre, con la pesante accusa di omicidio volontario. Piter, dopo le prime dichiarazioni, si è trincerato dietro il più assoluto silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere anche nel corso dell'interrogatorio di garanzia in carcere, davanti al gip Anna Maria Loprete. Intanto nei prossimi giorni il giovane incontrerà nuovamente i suoi legali, Roberta Blasi e Mario Cherubini. Il 24enne potrebbe assieme ai suoi avvocati decidere di abbandonare la linea del silenzio e collaborare con la giustizia, raccontando la sua verità su quella tragica notte di sangue.