Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Si chiama “ Vivere in salute”, la nuova pubblicazione sociosanitaria del Rotary Club area etruria, che tratta di prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari. Il progetto che vede l’ampia diffusione di questa pubblicazione intende stimolare nella nostra società programmi di prevenzione e si pone come principale ed importante obiettivo la progressiva riduzione delle malattie croniche cardiovascolari, loro complicanze e conseguenze permanenti di disabilità mediante una semplice, diretta ed efficace informazione, educazione ed assunzione di consapevolezza sanitaria, nonché la diffusione di corretta alimentazione e stili di vita. Lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Diabetologia dott. Michele Pizzinini che ha curato la rivista, ha individuato i principali fattori di rischio nonché il miglioramento del controllo dei parametri come il peso, la circonferenza di vita, la glicemia, colesterolo totale ed HDL e trigliceridi.
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia e la prima causa di invalidità”, ha ricordato il direttore della Usl toscana Sud est Enrico Desideri,”Ultimamente stiamo vedendo un incremento di queste malattie nelle donne. La prevenzione resta l’investimento a maggior risultato, infatti prima si inizia meglio è.”
Secondo i Rapporti Istisan dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia muoiono per malattie cardiovascolari circa 230.000 persone. Le malattie cardiovascolari sono per la gran parte prevenibili attraverso l’adozione di stili di vita sani, in particolare sana alimentazione, attività fisica regolare e abolizione del fumo di sigaretta.
A partire dagli anni 80 si è assistito ad un generalizzato decremento delle morti per malattie cardiovascolari, grazie soprattutto al maggior controllo dei fattori di rischio ed alla rapidità di intervento dopo un infarto o un ictus. In Italia la mortalità per malattie cardiovascolari in 30 anni si è ridotta del 10%, mentre nello stesso periodo è aumentata la mortalità per tumore dell’8% circa.
Alla presentazione erano presenti la Dirigenza della ASL, i Presidenti dei Rotary Club dell’Area Etruria, del CALCIT, della Fondazione Cesalpino, dei Presidenti delle Farmacie Private e Pubbliche, dei Presidenti dell’Ordine dei Medici e dei Farmacisti.