Nuova Banca Etruria. Fisac Cgil chiede: “rilancio, occupazione e territorio” VIDEO
Sulla vendita, la Fisac non ha preconcetti: “in blocco, disgiunta, in combinazione. per noi non esistono pregiudizi – ha sottolineato Paolo Cecchi, della Segreteria regionale Fisac. Conta il merito del piano industriale, relativamente al quale vogliamo avere voce in capitolo nel rispetto del contratto nazionale di lavoro, anche con le proposte che siamo pronti ad avanzare alla nuova proprietà”. La Fisac non è disponibile ad accettare un dibattito pubblico che verta esclusivamente sugli esuberi, mentre è un dato di fatto che uno dei temi dirimenti nei negoziati, in corso con più soggetti italiani e stranieri (bancari e di private equity), è quello relativo ai crediti a incaglio e a sofferenza, e al tipo di banca che si vuole costruire per il futuro.
“Le rappresentanze sindacali aziendali di Nuova Banca dell’Etruria spa, la Fisac e la Cgil – ha aggiunto Quiriconi – chiedono di fare presto e bene, senza vincolare necessariamente il processo di cessione alla scadenza del 30 settembre. E questo per concludere un corretto trasferimento della proprietà che abbia come fulcro la valorizzazione e la riqualificazione del personale, unico vero capitale spendibile della banca, nella prospettiva di un vero rilancio dell’azienda”. “Le misure draconiane imposte a Banca Etruria nella fase di emergenza hanno limitato fortemente la possibilità dell’azienda di erogare finanziamenti a famiglie ed imprese del territorio, riducendo il contributo al possibile rilancio di un’area in difficoltà”, ha sottolineato Claudio Viti, segretario provinciale Fisac Cgil di Arezzo.