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Bruno, l'orso siberiano del Parco di Cavriglia, non ce l'ha fatta, è morto all'alba di giovedì mattina. L'esemplare si trovava all'interno dell'area naturale in Valdarno, da quando era nato, 36 anni fa, da due orsi provenienti da Estonia. I genitori di Bruno infatti erano stati un regalo all'amministrazione di Cavriglia dallo zoo di Tallin, nel corso degli anni '70. Bruno stava male da tempo, a causa della sua veneranda età, e negli ultimi giorni le sue condizioni erano peggiorate. Secondo gli esperti si trattava di uno dei maschi più vecchi della sua specie in cattività, che in media vivono tra i 20 ed i 25 anni.
In passato erano state le condizioni di salute dell'orso ad impedire il suo trasferimento in altre strutture, così come invece è avvenuto per gli altri animali presenti nel parco.
L'amministrazione comunale, con una delibera urgente,  ha autorizzato il veterinario Maurizio Della Gatta, a procedere all'eutanasia qualora le condizioni lo richiedessero, per tutelare il bene stesso e la dignità dell'orso. Giovedì mattina, nello stesso bosco dove era nato in una freddissima mattina di tanti anni fa, Bruno è stato soppresso. Dopo la cremazione della salma, il comune ha richiesto la restituzione delle ceneri, per cospargerle simbolicamente in quegli stessi boschi del Parco di Cavriglia dove il piccolo era venuto alla luce.
Oggi, nella struttura resta ospite il solo Arturo, il bisonte, che molto presto comunque verrà spostato in un ambiente più idoneo a far sì che possa trascorrere al meglio gli ultimi anni della sua vita.