“A questo punto ci attendevamo una nuova convocazione al tavolo delle trattative in tempi rapidi, ma finora nulla si è mosso – commenta Bruno Pacini che segue la sanità per la Fp Cgil di Arezzo – questa è la strada giusta per indire lo stato di agitazione e lo sciopero degli operatori della Asl Toscana Sud Est. Se vogliono garantire i servizi che c'erano prima serve personale in corsia, altrimenti salteranno i livelli essenziali di assistenza. Le condizioni di lavoro peggiorano di giorno in giorno da Arezzo e fino a Grosseto, manca il personale per rispettare la nuova legge sui turni che prevede ad esempio che non si possa fare nello stesso giorno il turno di mattina e di notte. La direzione aziendale non potrà tirarsi indietro, dovrà garantire il turn-over, le sostituzioni per le lunghe assenze e integrare il personale di tutti i livelli. Altrimenti sarà sciopero.”“Stop ai rientri oltre le norme di legge, agli straordinari e alla reperibilità continua”. Sono queste alcune delle azioni mirate che gli infermieri metteranno in pratica da oggi in poi nei presidi facenti capo all’ex Asl 8 di Arezzo, “fino ad arrivare allo sciopero, se necessario”, preannuncia Claudio Cullurà, segretario territoriale del sindacato autonomo Nursind. Lo stato di agitazione e la conseguente richiesta di conciliazione presso la Prefettura di Arezzo, sono stati formalmente dichiarati ieri sera, a seguito dell’ultimo incontro tra sindacati, RSU e delegazione dell’azienda sanitaria, che si è tenuto lo scorso 13 ottobre. “In quella occasione – spiega Cullurà – l’Asl ha chiuso definitivamente le porte dichiarando che avrebbe smesso di trattare con i sindacati in materia di dotazioni organiche. Ma ad oggi solo l’ex Asl 8 di Arezzo è in una situazione di assoluta carenza di personale: mancano almeno 40 infermieri e 53 operatori sociosanitari, a cui si sommano 76 unità tra infermieri e OSS assenti per lunghi periodi a causa di malattia, aspettativa o altro”. “In totale – sottolinea il segretario territoriale Nursind – nell’area aretina mancano 169 unità sul personale di assistenza ospedaliero, di cui 99 infermieri e 70 operatori socio sanitari”. “Personale che avrebbe dovuto essere reintegrato, secondo la delibera sottoscritta dalla stessa Asl a gennaio 2015 – continua Cullurà – ma che invece oggi scopriamo che sarà solo in minima parte recuperato: 21 infermieri dovrebbero arrivare tramite mobilità interzonale, ma non conosciamo le tempistiche”.
“Dei 144 interinali che erano in servizio nell’Asl Toscana Sud Est – prosegue – solo 62 sono stati rinnovati. Una ventina di questi dovrebbero essere destinati ad Arezzo, andando a coprire il mancato turn over. Ma da nessuna parte si parla degli OSS”.
“C’è il rischio più che concreto che debbano essere gli infermieri a sopperire alla mancanza di operatori sociosanitari – attacca il segretario Nursind – andando a sottrarre tempo ed energie alle mansioni che gli competono per contratto”.
“Eppure di fronte alle già manifeste difficoltà a coprire i turni, l’Azienda sanitaria si rifiuta di trattare e inasprisce i toni. Non possiamo che rispondere con lo stato di agitazione, intraprendendo tutte le azioni che sono nella nostra disponibilità”, conclude Claudio Cullurà.
Nel frattempo La direzione aziendale della Usl Toscana Sud Est incontrerà la prossima settimana i sindacati. All’ordine del giorno l’illustrazione del programma di assunzioni in particolare riguardante il personale addetto all’assistenza, infermieri e operatori socio sanitari.
Nell’incontro la direzione intende dare una risposta puntuale alle preoccupazioni delle stesse organizzazioni sindacali del comparto rispetto gli organici del personale delle varie strutture sanitarie.
“L’Azienda - tiene a sottolineare il direttore generale Enrico Desideri – ha sicuramente tra le priorità quella di mantenere gli alti standard dell’assistenza sanitaria fornita ai cittadini e siamo ben consapevoli dell’importanza in questo senso di tutti gli operatori socio sanitari, sia per l’assistenza in ambito ospedaliero che nei servizi territoriali.”
Nell’incontro la direzione intende dare una risposta puntuale alle preoccupazioni delle stesse organizzazioni sindacali del comparto rispetto gli organici del personale delle varie strutture sanitarie.
“L’Azienda - tiene a sottolineare il direttore generale Enrico Desideri – ha sicuramente tra le priorità quella di mantenere gli alti standard dell’assistenza sanitaria fornita ai cittadini e siamo ben consapevoli dell’importanza in questo senso di tutti gli operatori socio sanitari, sia per l’assistenza in ambito ospedaliero che nei servizi territoriali.”