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Padre Graziano è stato condannato a 27 anni di reclusione per l'omicidio di Guerrina Piscaglia e la distruzione del suo cadavere. La Corte di Assise di Arezzo, presieduta da Silverio Tafuro, ha dunque accolto in pieno la richiesta dal pm Marco Dioni. La Corte ha poi disposto tre anni di libertà vigilata ed il risarcimento dei danni in favore delle parti civili, assegnando il pagamento di una provvisionale, immediatamente esecutiva, di 100mila in favore di Lorenzo Alessandrini, il figlio della donna scomparsa il primo maggio 2014. La sentenza è arrivata nella serata di lunedì 24 ottobre, giorno in cui la casalinga di Ca' Raffaello avrebbe compiuto 52 anni. Il verdetto è stato pronunciato intorno alle 20,15, alla conclusione di una lunga giornata, iniziata con le repliche del pm Marco Dioni, delle parti civili, le contro repliche della difesa. La camera di consiglio era iniziata intorno alle 14,00 ed è proseguita sino a sera. Il frate non tornerà in carcere però sino a sentenza definitiva, resterà agli arresti domiciliari nel convento romano dell'ordine premostratense, nel quale di trova dal primo febbraio scorso agli arresti domiciliari.  

Dopo la lettura del dispositivo la commozione dei familiari di Guerrina Piscaglia, che a due anni di distanza dalla scomparsa continuano a chiedere a gran voce verità ed una degna sepoltura della donna.
La difesa del frate, che continua a proclamarsi innocente, ha già annunciato il ricorso in Appello.
In seguito alla sentenza è arrivata una anche una nota della Diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro.

"Nell’apprendere la notizia della condanna in primo grado di Padre Gratien Alabi, dell’Ordine Premostratense, la Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro rinnova un sentimento di solidale vicinanza alla famiglia di Guerrina Piscaglia. Nel contempo, esprime il proprio dolore a fronte di eventi tanto luttuosi.
Il Religioso, nativo della Repubblica Democratica del Congo, ha svolto per alcuni mesi a cavallo tra il 2013 e il 2014 un servizio come viceparroco a Cà Raffaello, incarico dal quale fu prontamente sollevato per conclamata inadeguatezza.
Ci si augura che l’azione della Giustizia possa portare a una piena ricostruzione della verità e delle relative responsabilità".