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Stefano Romito, 39 anni, maggiore dell’Aereonautica e Rodolfo Mandò, 47 anni, tecnico radiologo erano in buone condizioni di salute quando domenica scorsa si trovavano sull’ultraleggero precipitato in Pratomagno. L’ipotesi malore è stata totalmente esclusa dall’equipe di medicina legale di Siena che oggi pomeriggio ha effettuato l’autopsia sui corpi dei due piloti morti nell’incidente. A questo punto, visto che il velivolo era sprovvisto di scatola nera, servirà il parere di un consulente tecnico per capire cosa ne abbia causato la caduta con conseguente morte dei due valdarnesi. Il sostituto procuratore di Arezzo Andrea Claudiani, che conduce le indagini, ha posto sotto sequestro l’intera area tra Montrago e Modine nel comune di Loro Ciuffenna teatro dell’incidente per consentire al consulente accertamenti non solo sulla carcassa del P96 ma anche sulla zona dove è precipitato peraltro in una giornata in cui le condizioni meteo erano perfette. All’aeroclub di Cavriglia era in corso “Autumnia in volo” e l’ultraleggero aveva effettuato già diversi voli. Al momento dell’incidente ai comandi c’era Rodolfo Mandò, comproprietario con un amico del velivolo dotato però di doppi comandi, come quelli utilizzati per l’addestramento.