La proposta del sindaco Ghinelli: “sì alla tassa di soggiorno dal 2017”.VIDEO
Così ad Arezzo la tassa di soggiorno è rimasta in sospeso per questo secondo semestre dell’anno, pronta però a scattare dal primo gennaio 2017. Ma anche la legge di bilancio 2016 pare voglia congelare di nuovo la situazione.
La legge in discussione attualmente in Parlamento prevede che i Comuni possano agire fiscalmente, nel 2017, solo attraverso la Tari. All’ultimo comitato direttivo dell’Anci, il sindaco Alessandro Ghinelli ha proposto che a questo principio generale si possa derogare per la tassa di soggiorno: “devo dire che Anci ha assunto un atteggiamento attivo verso il Parlamento cercando di individuare le tematiche della legge di stabilità che poi riverberano i loro effetti sulla finanza e sulle amministrazioni locali. Questo emendamento alla legge di bilancio, che sarà vagliato dalle commissioni competenti e successivamente, ci auguriamo, dall'aula, è di fondamentale importanza intanto per ripristinare una situazione di parità di trattamento fra gli enti locali: non può infatti valere il principio che un Comune che ha introdotto la tassa di soggiorno tre anni fa, ad esempio, possa contare adesso su un gettito superiore rispetto a Comuni come Arezzo che si sono mossi più tardi. Se poi la filosofia della legge di stabilità è quella di impedire l’aumento delle imposte locali, a eccezione della Tari, noi rivendichiamo il fatto che per Arezzo la tassa di soggiorno è di nuova introduzione, dunque non c’è aumento di un tributo già esistente. E senza considerare il fatto che la tassa di soggiorno non insiste sugli amministrati e non costituisce dunque aggravio per essi. Con la tassa di soggiorno, avremo a disposizione nuove risorse economiche per il rilancio del turismo che si profila come settore trainante per il territorio, a fianco del manifatturiero. I dati: Siena con tale tassa incamera 1.900.000 euro all'anno, Firenze 29/30.000.000. Le nostre previsioni per Arezzo si aggirano sui 500.000 euro. La presenza turistica sta crescendo, siamo nella strada giusta e queste ulteriori risorse rappresentano la base economica per un ulteriore salto di qualità”.
Con il sindaco hanno parlato gli assessori Alberto Merelli e Marcello Comanducci. Merelli: “il problema che poniamo, relativo all'aspetto più generale dell'autonomia impositiva dei Comuni, è la coerenza di queste norme di legge ordinaria con l'articolo 119 della Costituzione. Contenere la pressione tributaria inibendo i Comuni è paradossale, il fisco statale non mi pare si ponga problemi quando c'è da aumentare tasse e imposte. Da questo meccanismo gli enti locali escono soccombenti”.
“L'importanza di questo introito per le strategie turistiche è fondamentale – ha aggiunto Comanducci – Arezzo si fa dunque promotrice di una battaglia di cui beneficeranno tutti i Comuni, specie quelli che hanno grandi potenzialità ma sono partiti in ritardo con lo sviluppo turistico e che contano sulla tassa di soggiorno. Quello che ci crea problemi sono comunque le tempistiche: siamo a novembre e non sappiamo se potremo o meno introdurre la tassa. Una volta eventualmente introdotta, gli alberghi e l'amministrazione sono tenuti a molti adempimenti burocratici e di aggiornamento dei software per la sua gestione. Senza considerare il paradosso delle ulteriori deleghe sul turismo, già provinciali, senza risorse aggiuntive o dotazione di personale molto ridotta di cui abbiamo beneficiato”.
LA CONTRARIETA' DI ASCOM
“Una tassa di soggiorno senza governance e senza programma di spesa rischia di diventare un balzello ai danni dei turisti e delle imprese”. È diretta, la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei, nel commentare le dichiarazioni del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, che si è detto pronto ad applicare la tassa ai clienti delle strutture ricettive del territorio comunale a partire dal prossimo anno.
“I nostri albergatori hanno sempre accettato di buon grado l’applicazione della tassa di soggiorno in cambio però di una accurata governance della città, che tolga Arezzo dall’impasse in cui si trova. La tassa può infatti portare nelle casse comunali soldi che, se ben spesi, possono favorire lo sviluppo del turismo. Ma va deciso bene come investirli”.
“Purtroppo ad oggi, nonostante avessimo anche avanzato all’Amministrazione Comunale diverse proposte su obiettivi utili e metodologie per raggiungerli, ancora siamo al nulla di fatto. Il Comune dà la colpa a blocchi amministrativi e carenza di personale, ma non possono essere ragioni sufficienti per mettere in stand-by un settore economico così importante come il turismo”.
“Adesso, in vista dell’applicazione effettiva ed imminente della tassa annunciata dal Sindaco, chiediamo quindi al Comune di fissare nero su bianco come saranno spesi gli introiti, per rassicurare gli operatori del turismo che il loro settore è importante e viene preso nella giusta considerazione, non utilizzato come mucca da mungere per trovare risorse da impiegare in altri campi”, conclude la vicedirettrice della Confcommercio.