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Nulla di nuovo sotto il sole, ma anzi l'inchiesta punta decisamente più in alto. Questo il commento in sostanza dal palazzo di giustizia aretino sulle indiscrezioni stampa in merito all'inchiesta sul crac Banca Etruria, che anche la nostra emittente aveva pubblicato, in merito agli avvisi di garanzia ai direttori di filiale. 
IL NOSTRO SERVIZIO 

DI SEGUITO LA NOTA STAMPA DELLA PROCURA ARETINA 
«Con riferimento alle notizie di stampa pubblicate oggi circa gli avvisi di chiusura indagine per truffa ai danni dei sottoscrittori di obbligazioni subordinate di Banca Etruria, questo ufficio tiene a precisare che le notifiche hanno cominciato a essere inviate già nei mesi di maggio e giugno come ampiamente riportato all'epoca dai mezzi di informazione. Quanto agli sviluppi futuri delle indagini, questo ufficio seguiterà a regolarsi in conformità alle disposizioni sul segreto istruttorio e l'unica cosa che possiamo dire è che le indagini proseguono con la massima decisione e determinazione». 
L'obiettivo dei Pm sarebbe quello di "salire di livello" nella scala gerarchica della banca arrivando alla mano o alla mente che avrebbe fatto partire le famose circolari con le quali si sollecitava il personale a collocare la subordinate poi rivelatosi "prodotti spazzatura", ma che dovevano essere presentati come titoli di investimento vantaggiosi ed a basso rischio.