Gli ex risparmiatori delle 4 banche poste in risoluzione nel novembre 2015, sono tornati a protestare in una giorno, la vigilia di Natale, che ha un sapore decisamente amaro.
"Siamo cittadini di serie D, gli altri li hanno salvati e va bene, ma perchè noi no?".
Ci sono stati anche attimi di tensione con le forze dell'ordine quando la protesta ha bloccato il traffico in via Crispi. E il grido di dolore e di rabbia arriva fino agli aretini, "svegliatevi gente - ci dice una signora - non è possibile che siamo solo noi a lamentarci di quello che sta accadendo in questa città".
E' delle ultime ore, in effetti, la prima vera presa di posizione del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli che commentando il salvataggio Mps, ha affermato che sono stati usati "due pesi e due misure".
"Abbiamo accolto con gioia questa affermazione - ci dice la presidente dell'associazione Vittime del Salvabanche Letizia Giorgianni - certo non dobbiamo fermarci qui. Noi non ci fermeremo e non dovrebbe farlo nemmeno il sindaco".
Il corteo ha poi sfilato per Corso Italia fino a raggiungere la sede del Pd in Piazza Sant'Agostino. Qui i manifestanti avrebbero strappato alcuni manifesti e acceso fumogeni.
Un fatto che viene stigmatizzato dal segretario provinciale del Pd Massimiliano Dindalini in un comunicato stampa che riportiamo integralmente.

"Le proteste sono legittime, gli atti vandalici no. L'Associazione che si autodefinisce delle "vittime del salvabanche" ha il diritto di commentare e di mettere a confronto gli esiti della vicende Banca Etruria e Monte dei Paschi ma non ha il diritto di imbrattare la facciata della sede Pd, strappare manifesti e accendere un fumogeno sulla porta d'ingresso in piazza Sant'Agostino.
La protesta sta assumendo toni e modalità non accettabili. Le manifestazioni ad Arezzo davanti alle sedi della banca e i cortei a Laterina non avevano superato il segno della protesta verbale e, talvolta, del linciaggio morale. Stamani abbiamo assistito ad un tentativo di ingresso nella sede provinciale del Pd, ad atti vandalici e all'accensione di un fumogeno sul portone. Tralasciando i volantini affissi sul portone.
Questo non è accettabile: si è oltrepassato il segno. Il Pd chiede alle forze politiche che finora hanno sostenuto con entusiasmo l'Associazione se condividono il passaggio dalla protesta verbale all'aggressione, visto che queste stesse forze si caratterizzano per la grande attenzione ai temi dell'ordine e della legalità. E quale sia la valutazione e le conseguenti eventuali azioni delle forze dell'ordine (polizia di stato e municipale) presenti stamani all'incursione dell'associazione stessa in piazza Sant'Agostino.
Chiarito questo livello, stabilito che l'intimidazione e l'aggressione non fanno parte del civile confronto, potremo discutere nel merito dell'azione del Governo nei confronti delle banche e in modo particolare di quella dell'Etruria. Una riflessione è necessaria e condivisa ma non a colpi di fumogeni."