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C'è un quinto indagato nella maxi inchiesta della Guardia di Finanza di Arezzo che ha fatto emergere un ingente traffico di oro al nero e riciclaggio di denaro in una triangolazione Arezzo-Francia-Emirati Arabi. Circa 40 i milioni di euro che passavano ogni anno in questo circuito illegale. Dopo i due arresti convalidati dal gip e due indagati in un primo tempo ora è stato iscritto sul registro degli indagati anche il nome di un aretino di 49 anni, venuto fuori grazie ad una intercettazione ambientale realizzata da una cimice piazzata all'interno di un'auto. L'uomo è già stato sentito dal pm Dioni che coordina l'indagine. Sarebbe stato una sorta di collaboratore dell'orafo 51enne arrestato nei giorni scorsi e per cui il Gip ha concesso gli arresti domiciliari. Nell'inchiesta sarebbe finita anche una ditta di Badia Al Pino già indagata qualche mese fa che aveva portato all'arresto in Spagna del titolare. Le indagini proseguono per capire le altre persone coinvolte nel traffico di oro e contanti: chi gestiva il metallo prezioso che il franco algerino attualmente in carcere ogni mese trasferiva fuori Italia con destinazione Francia ed Emirati Arabi?