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Il Codacons presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti della Toscana e al Comando della Guardia di Finanza di Arezzo, chiedendo di aprire una indagine sul crac di Banca Etruria che ha trascinato con se migliaia piccoli investitori. Lo rende noto con un comunicato l’organizzazione di tutela dei consumatori. “La magistratura contabile e le Fiamme Gialle dovranno individuare i responsabili di tale grave situazione, ossia i soggetti che hanno materialmente suggerito e venduto i titoli ai risparmiatori, e coloro che hanno sperperato i soldi degli investitori portando l’istituto di credito al dissesto. banca etruria2“Con l’arbitrato il Governo introduce un principio incostituzionale e pericolosissimo: si decide cioè di punire un reato in modo diverso a seconda di chi è la vittima. Sostanzialmente il ‘furto’ commesso viene punito in modo più duro se il rapinato è povero, e non viene punito affatto se la vittima è benestante – afferma il presidente Carlo Rienzi – Ma tutto ciò è palesemente illegale perché il reato è uguale per tutte le vittime, e le conseguenze dello stesso non possono essere proporzionate al reddito di chi lo ha subito”. “Siamo convinti che si possa fare di più e che ce la metteranno tutta per venirci incontro”, ha aggiunto Giorgianni. “Abbiamo chiesto – ha aggiunto Andrea Vivi, che ha fatto parte della delegazione di manifestanti che ha incontrato il ministro – di poter tutelare tutti i risparmiatori, aumentando il fondo che può servire per questo: si parla di 400 milioni. Si potrebbe fare da una parte aumentando il fondo interbancario che a 4 miliardi o massimizzando la vendita della bad bank per 2 miliardi e 750. Il ministro – ha proseguito – ci ha detto che quello che potevano fare l’hanno già fatto con il fondo di 100 milioni basandosi sull’indigenza ma anche sulla truffa dei risparmiatori. Il fondo – ha sottolineato Vivi – verrà deliberato per 100 milioni e potrà essere aumentato con due cose: un maggior ricavo della vendita della bad bank, quindi abbiamo suggerito di fare della persuasione per aumentare il fondo volontario di 3,6 miliardi e portarlo un po’ più in alto per ottenere un rimborso e non un’elemosina”. La delegazione si è detta delusa per non essere stata ricevuta anche al premier Renzi. Delusi che non vi ha ricevuto Renzi?, hanno chiesto i cronisti. “Certo ci aspettavamo che ci fosse anche lui”.
Nel frattempo si muove anche la Procura di Roma.Su denuncia Adusbef e Federconsumatori, lè stata aperta un’inchiesta sull’operato di Bankitalia. Lo rendono noto le due associazioni. “Le evidenti responsabilità dell’omessa vigilanza nei casi di Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria, e di altre due banche venete, denunciate a nove procure della Repubblica saranno accertate dalla procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta su Bankitalia”, si legge in una nota delle due associazioni di consumatori.
Adusbef e Federconsumatori che avevano ipotizzato i reati di truffa, appropriazione indebita, e omessa vigilanza ringraziano il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone “per la sensibilità dimostrata verso una truffa gigantesca e annesso esproprio criminale del risparmio, che ha ridotto sul lastrico 130.000 famiglie vittime di Bankitalia, che ha portato una vittima ad impiccarsi ad una ringhiera dopo aver perso sudore e sacrifici di una vita, con analogo esproprio di altri 208.000 azionisti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza”.