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Mesotelioma pleurico, lo stesso drammatico destino che ha unito ed al contempo spezzato la vita a 18 ex dipendenti della Sacfem. Una vita trascorsa a costruire carrozze ferroviarie, stroncata da un tumore ai polmoni. Adesso le famiglie degli operai della storica azienda aretina si sono unite per chiedere verità sul drammatico destino dei loro familiari, costituendo un comitato e presentando un maxi esposto alla Procura di Arezzo, del quale si sta occupando il Pm Marco Dioni, su incarico del procuratore capo Roberto Rossi. Il reato ipotizzato dagli avvocati che assistono le 18 famiglie, Giudo Cosulich, Sabrina Candi e Vittorio Martinelli, è quello di omicidio colposo plurimo ed è stata chiesta alla Procura l'apertura di una indagine.
I familiari chiedono che il procedimento giudiziario accerti come negli anni, alla Sacfem non furono adottate le necessarie misure di sicurezza, gli operai esposti all’amianto infatti, sostengono i legali nell’esposto, non avevano protezioni, nemmeno quando lavoravano le lastre in amianto. Alla domanda è stata anche allegata una serie di documenti medici, contenti le diagnosi del mesotelioma pleurico, il tumore che ha colpito gli operai, per il quale Inail e Usl hanno riconosciuto la malattia professionale e accordato una pensione di invalidità.