Banca Etruria, fascicolo del Csm sul Pm Rossi. Lui: "autorizzato dal Csm"
Il Pm aretino, che ha aperto la terza inchiesta sull'istituto bancario aretino, è consulente del Governo dal 2013 con un incarico che termina il 31/12/2015, conferitogli dall'allora primo ministro Enrico Letta.
Il fascicolo è stato aperto in seguito alla richiesta presentata al Comitato di presidenza dal membro laico di Forza Italia Pierantonio Zanettin, che aveva chiesto di verificare se vi fossero profili di incompatibilità data l’attività di consulenza del pm.
«In relazione alle notizie diffuse dai media circa l’incarico di consulente del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi da me ricoperto - spiega Rossi nella nota - ritengo doveroso precisare come detto incarico è stato conferito nell’ambito di un Dipartimento che prevede, al proprio interno, la presenza di magistrati ed avvocati dello Stato, a riprova del carattere esclusivamente tecnico dell’incarico stesso. Detto incarico, a seguito di richiesta da me presentata in data 23 luglio 2013 (Presidente del Consiglio on. Enrico Letta, capo Dipartimento dott. Carlo Deodato), è stato espressamente autorizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura su unanime parere espresso in tal senso dal Consiglio giudiziario di Firenze, Consiglio del quale è membro di diritto il Procuratore Generale. Successivamente - aggiunge il procuratore di Arezzo - il Csm ha autorizzato la proroga dell’incarico sino al dicembre 2015.
L’incarico consiste nel fornire pareri giuridici su testi normativi in materia di diritto e procedura penale (mai occupato di normative in materia bancaria o finanziaria in genere), non ha alcuna connotazione politica (altrimenti mai sarebbe stato autorizzato dal Csm) e in relazione ad esso non ho mai percepito alcun compenso né ho mai richiesto alcun rimborso di spese, anche perché, svolgendosi tale incarico mediante scambio di testi normativi e di pareri tramite mail (senza quindi necessità di recarsi fisicamente a Roma) , non avevo spese di cui chiedere il ristoro».