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Il consiglio provinciale ha fatto il punto della situazione, così come previsto dalle normative nazionali, sul piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute. Il piano approvato nel marzo dello scorso anno prevedeva la dismissione delle quote in società ritenute non strategiche, le cui procedure già sono state messe in atto, e giudicava invece strategiche le partecipazioni alle società Arezzo Telematica (AR-Tel), Arezzo Innovazione e Arezzo Fiere e Congressi Srl. La Provincia, secondo quanto approvato all'unanimità dal consiglio provinciale, conferma la strategicità di AR-Tel, società sulla quale è in corso una trasformazione alla luce del passaggio delle competenze in materia di controllo sugli impianti termici, e quella di Arezzo Innovazione, trasformata in base alle indicazioni contenute nella delibera del marzo 2015 da consorzio a Srl della quale al momento la Provincia è l'unico socio. consiglio provincialeArezzo Innovazione, che ha ottenuto finanziamenti europei e regionali per le materie di propria competenza per oltre 900.000 euro, non può al momento modificare la prevalenza pubblica del proprio capitale perché prevista dai bandi ai quali ha partecipato, e il consiglio provinciale ha quindi approvato l'attivazione delle procedure per la cessione del 40% delle quote a soggetti privati o pubblici, come primo passo verso la cessione totalitaria delle proprie quote nel rispetto dell'equilibrio tra pubblico e privato sopra citato. Per quanto riguarda Arezzo Fiere e Congressi Srl, preso atto del fatto che la riforma Del Rio e gli atti conseguenti adottati dalla Regione Toscana privano la Provincia di tutte le competenze relative allo sviluppo economico del territorio e alla sua promozione, il consiglio provinciale ha rimesso all'assemblea dei Sindaci la decisione sull'eventuale dismissione delle proprie quote. Deciso, infine, il recesso dalle Fondazioni culturali delle quali l'Ente ha fatto parte, nell'impossibilità di contribuire economicamente al loro funzionamento e in considerazione del fatto che le Province non hanno più alcuna competenza in materia di cultura e promozione. In particolare, le fondazioni delle quali l'Ente non farà più parte sono Cortona Antiquaria, Fondazione Piero della Francesca, Fondazione Guido d'Arezzo, Rete Teatrale Toscana e Fondazione Archivio Diaristico Nazionale.