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E' arrivata la prevista stangata per il giocatore del Castel San Niccolò (terza categoria) che aveva sferrato un violentissimo calcio al direttore di gara della partita giocata con la Fortis. Una stangata però forse meno dura di quanto ci si attendeva. Il giudice sportivo lo ha squalificato per tre anni e tre mesi fino al 30/06/2019 omologando il risultato del campo al momento dell'interruzione della partita: 0-4. Al 70' dopo che il numero 11 del Castel San Niccolò aveva colpito l'arbitro a seguito di un'espulsione, il giovane fischietto aveva optato per l'interruzione anticipata della partita.

calcio albitroQuesta la motivazione del giudice sportivo: " espulso dal TDG per aver minacciato il DG, dopo la notifica del provvedimento, mentre il medesimo D.G. gli volgeva le spalle e si apprestava a riprendere il gioco, si “caricava” con movimento del corpo come a calciare la palla con quanta più forza possibile e gli sferrava, da dietro, una violentissima pedata che lo colpiva sul polpaccio destro, facendolo barcollare, provocandogli immediato, fortissimo e persistente dolore, tale da non permettergli di C.U. D.P.AR. N.39. del 16/03/2016 – pag 1150 correre e di portare a termine la gara. Il calciatore espulso veniva cinturato da un proprio compagno di squadra e allontanato di peso dal TDG. Stante il perdurante dolore il DG si recava al P.S. dell’Ospedale di Arezzo dove veniva refertato con prognosi di 4 giorni come da certificazione medica allegata al rapporto di gara. * Ai sensi dell’art. 16 comma 4 bis del C.G.S. si specifica che la sanzione comminata al suddetto calciatore, essendo conseguente a condotta violenta commessa nei confronti di Ufficiale di Gara, deve essere considerata a carico della Società Castel San Niccolò"


Un episodio che grazie alle nostre immagini ha fatto il giro del mondo, ripreso da organi di informazione prestifiosi come Sky, Repubblica in Italia o la Bild, il Guardian e Fox Sports International nel mondo, mettendo a nudo la dura realtà della violenza nel calcio dilettantistico, soprattutto a scapito dei giovani arbitri che si trovano da soli contro tutto e tutti nei campi di periferia.