Salva-Banche, Giorgianni alla Fisac: "Manifestare è un diritto, si preoccupi della scadenza del 30 aprile"
Di seguito la lettera
Gentile Dott.ssa Giovanna Tripodi,
ho letto con curiosità e interesse la lettera inviata dal sindacato FISAC/CGIL a me e all’Associazione che rappresento, dove, mi si rimprovera, sostanzialmente di aver commentato la reazione di totale indifferenza dei dipendenti durante la nostra visita all’interno della Banca nella quale il nostro intento era solo quello di cercare di appianare questa battaglia inutile tra risparmiatori e impiegati.
La sua lettera inizia menzionando la posizione del vostro sindacato in merito alla nostra vicenda, mi perdonerà se non la conoscevo fino adesso, ma non ricordo una vostra espressione pubblica in merito. Ma si sa i benefattori vogliono sempre rimanere anonimi.
Ora però decidete di venire allo scoperto disapprovando la nostra indelicatezza nell’aver reso noto, diciamo così, la poca empatia dimostrata dai dipendenti che, durante la nostra breve visita all’interno dell’istituto, non hanno neppure alzato la testa per ascoltare quello che avevamo intenzione di dire.
Mi rammarica constatare che in questa vicenda nessuno voglia ammettere i propri errori, continuando però ad esigere rispetto e credibilità. Assolvere integralmente tutti i dipendenti perché, “operavano in buona fede” non dà certo nuova credibilità né alla Banca né ai dipendenti che hanno svolto con correttezza il loro lavoro, e non fa bene neppure questa assoluta mancanza di solidarietà da parte delle Istituzioni verso le vere vittime di questa vicenda, che, se ce ne fosse bisogno lo ricordiamo, sono i risparmiatori azzerati, che in un solo giorno, in molti casi, si sono visti azzerare l’intero patrimonio, risparmi che avevano messo da parte con fatica per avere una vecchiaia tranquilla, oppure per un progetto, o per i loro figli.
Vorrei ricordarvi che manifestare è un diritto, soprattutto quando si è subito un’ingiustizia così grave, e puntualizzare su un paio di uova lanciate al portone della banca o sull’opportunità o meno di render pubblica la reazione dei dipendenti ci sembrano francamente un voler cercare una polemica fuori luogo, che contraddice di molto le vostre intenzioni professate, e cioè quelle di convergere verso obiettivi comuni.
Invito la FISAC, se ha a cuore i suoi dipendenti, di preoccuparsi del fatto che ancora non è stata concessa la proroga di cinque mesi alla cessione delle banche, in assenza della quale, dal 30 aprile perderebbero la licenza bancaria con gravissimo danno per i clienti ma anche per gli stessi impiegati che perderebbero di sicuro il loro posto di lavoro. Ecco riterrei più opportuno battersi ed impegnarsi per questo che contro certe nostre indelicatezze.
Sempre pronta ad un chiarimento
Letizia Giorgianni