Gli agricoltori, allora, intendono rivendicare con forza la volontà ma anche il diritto di produrre per i cittadini-consumatori e non per animali selvatici e ungulati voraci, e quindi, sotto le bandiere di Coldiretti, saranno molti anche da Arezzo, infatti, ad unirsi domani alle migliaia di agricoltori ed allevatori toscani che arriveranno, proprio il 2 agosto, fino al centro storico di Firenze, in Piazza Duomo, di fronte alla Regione Toscana.
Obiettivo ottenere risposte serie e immediate contro il proliferare incontrollato degli animali selvatici che devastano le coltivazioni e mettono a rischio la sicurezza del territorio. “Il loro incontrollato sovrannumero – spiega il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli – fa sì che questi rappresentino sempre più un pericolo per il nostro settore primario, al momento già in difficoltà per le conseguenze sia del clima impazzito, e sia per i prezzi all’origine che non coprono neanche i costi di produzione come Coldiretti Arezzo denuncia da tempo in tutte le sedi: questa manifestazione serve quindi per chiedere l’applicazione della legge obiettivo per gli ungulati che fin qui ha disatteso tutte le aspettative”.“Gli strumenti normativi ci sono – conclude Marcelli - ma non vengono applicati”. A sostegno dell’iniziativa è stato lanciato anche l’hastag #riprendiamocilterritorio a rafforzare il messaggio della protesta.
L’emergenza ungulati ha un bilancio pesantissimo: è già costata, negli ultimi cinque anni, 100 milioni di euro di danni all’agricoltura ed è la causa 3 incidenti stradali al giorno creando problemi quindi all’intera collettività. Secondo Coldiretti Toscana sono 450 mila gli esemplari a “piede libero”, il 70% sono cinghiali colpevoli di contribuire all’impoverimento della fauna e della flora del bosco e del sottobosco. In Piazza Duomo quindi arriveranno agricoltori ed allevatori da tutte le province della Toscana per rivendicare la volontà di produrre per i cittadini-consumatori e non per animali selvatici.
“L’emergenza selvatici - spiega poi il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - è diventata senza dubbio una drammatica costante quotidiana anche per l’agricoltura aretina e quindi Coldiretti Arezzo, con agricoltori ed allevatori, scende in piazza nuovamente”. “Questa è una prima fase della mobilitazione Coldiretti – conclude Rossi - che monitorerà con grande attenzione lo sviluppo di questa problematica la cui soluzione non può avere ulteriori ritardi e non può essere rimandata, altrimenti si rischia sia il crollo della produttività in questa fase di maturazione e raccolta, sia potenziali abbandoni dei campi, con conseguenze gravissime per il tutto il nostro territorio, che, non dimentichiamolo, è meta anche di molto turismo proprio grazie al meraviglioso paesaggio agricolo ora messo a rischio dagli ungulati”.